martedì 29 ottobre 2019

Durante l'estate


Durante l'estate (1970) Regia di Ermanno Olmi. Scritto da Ermanno Olmi e Fortunato Pasqualino. Fotografia di Ermanno Olmi. Interpreti: Renato Paracchi, Rosanna Calegari, e altri. Durata: 90 minuti

Un grafico che lavora per una casa editrice prova, per arrotondare lo stipendio, a utilizzare una sua passione personale: l'araldica. Contatta persone via telefono o direttamente, propone loro lo stemma di famiglia, e quando lo stemma non c'è se lo inventa. E' una brava persona, ma finirà nei guai per queste piccole truffe che sono comunque un reato. "Durante l'estate" è una specie di dramma buffo, a tratti quasi un cartoon sul tipo di quelli di Bruno Bozzetto; a un cartoon somigliano, anche fisicamente, i due protagonisti Renato Paracchi (attore di pubblicità, caratterista nei film western italiani) e Rosanna Callegari (piccolina, graziosa, occhiali da sole enormi ultima moda). Però tutto sembra serio, perfino severo, quasi un Bresson: che il protagonista sia un truffatore lo verremo a sapere solo alla fine, anche se qualcosa si intuisce da subito perché l'araldica e i titoli nobiliari si prestano molte bene a queste cose. Direi un Olmi ancora in cerca di se stesso, dopo gli inizi più sicuri e convinti qui forse stava cercando una via nuova; belle le sequenze milanesi, la Milano d'agosto dove vive l'omino protagonista, in un bell'appartamento sulla Torre Velasca che fa pensare a una persona agiata; la casa editrice, le cartine geografiche della Storia Universale da dipingere (blu, e non giallino, per il Granducato di Toscana), l'amico viveur (magnifica la sua ragazza, mini abito da non dimenticare), l'altra ragazza piccola e quasi insignificante, col borsone dei detersivi da piazzare (esistevano veramente e le ho viste anche arrivare anche da me, in quegli anni). Bella anche la scelta dei luoghi: la mostra dei fiori sul lago (lago Maggiore?) e la precipitosa fuga, la biblioteca (al Castello?) in cui compiere ricerche araldiche, la stazione dove l'uomo anziano cerca il figlio Ruggero, la stessa Torre Velasca. Tra i molti personaggi, si può segnalere il portinaio milanese gentile ed efficiente, che si nasconderà quando i carabinieri andranno a prendere il disgraziato protagonista del film. Belle anche le scene in tribunale.
 

Il film non è memorabile ma piace e ha un suo senso nella filmografia di Olmi; è girato molto bene, ottima anche la sceneggiatura. In America lo avrebbero fatto con Jack Lemmon e Goldie Hawn, e forse avrebbe avuto successo; Olmi è più bravo dei registi di commedie americani, ma è anche meno banale e non essere banali è una qualità ma è anche, purtroppo, uno scotto che si paga. Alla fine della visione resta un vago sapore di sconforto, è la presa d'atto che interessarsi di cose non banali è da persone strane, la normalità è nelle macchinone e nel menefreghismo: "che ti importa dei colori, fai quel che ti dicono", gli dicono. Un disagio che sfocerà nell'arresto dell'omino, alla fine, che verrà però difeso dalla ragazza. "Principessa" le grida lui dalla cella, e ci crede davvero, così come finiva per credere davvero alla nobiltà araldica dei suoi clienti.

 
PS: il film è a colori; purtroppo non ho potuto fare il solito lavoro sulle immagini, almeno per ora, e ho dovuto prendere qualcosa in rete. Ricordo a chi volesse vantare diritti sulle immagini che i miei testi sono aperti a tutti, e che soprattutto dispiace che i film di Ermanno Olmi vengano dimenticati, sto cercando di fare qualcosa (nel mio piccolo) per farli conoscere anche a chi non ne ha mai sentito parlare.
 

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