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giovedì 25 giugno 2020

La vallée (Obscured by clouds)



 
La vallée (1972) Regia di Barbet Schroeder. Scritto da Barbet Schroeder e Paul Gegauff. Fotografia di Nestor Almendros. Musiche dei Pink Floyd. Interpreti: Bulle Ogier, Michael Gothard, Jean Pierre Kalfon, Valerie Lagrange, Monique Giraudy, più il bambino, abitanti della Papua Nuova Guinea. Durata: 1h40'

"La vallée" di Barbet Schroeder è il film che ebbe per colonna sonora "Obscured by clouds" dei Pink Floyd, e di solito viene ricordato quasi soltanto per questo, ma è invece un film che merita attenzione. E' un bel film, nonostante tutto quello di negativo che avevo letto, valido ancora oggi; mi sono chiesto se lo avranno visto per davvero, quelli che ne scrivevano. In effetti, va detto che è stato un film introvabile o quasi per moltissimi anni.

 
Siamo in Papua Nuova Guinea (metà dell'isola fa parte dell'Indonesia) dove una spedizione di quattro persone (più un bambino, figlio di due di loro) vuole andare in cerca di una leggendaria valle che si trova in territori inesplorati. A loro si aggrega una giovane donna ricca e annoiata (Bulle Ogier) che da principio vorrebbe solo delle piume di uccello del paradiso (ne era già vietata la caccia) da rivendere a Parigi assieme ad altri oggetti di folklore locale (compresi oggetti sacri e rituali, maschere, etc). La donna, moglie di un console, finirà per aderire in tutto alla spedizione, dopo diverse avventure.

 
Film in gran parte improvvisato, alla maniera del primo Werner Herzog, girato in condizioni difficili (il Monte Hagen, che vediamo nel film, passa i quattromila metri), con molte sequenze di valore etnologico come la grande festa tribale, girate presso la tribù Mapunga (nel film si dice Kombugas).
In un'intervista sul film, reperibile su youtube, il regista spiega che più che la meta (la Valle) l'importante è il cammino; come per i pellegrini insomma, ma in ambito laico e non credente. Ci sono parecchie eco di Levi Strauss, come nel dialogo che qui riporto in parte, a 1h30', tra Olivier e la ricca parigina:
Olivier: il paradiso è un luogo con molte uscite ma senza nessuna entrata (il nostro passato, i nostri condizionamenti, non si torna indietro dalla conoscenza e non si può ritrovare l'innocenza) Forse, dovremmo dare un altro morso alla mela (riferimento all'Eden)
Questo dialogo avviene subito dopo la grande festa tribale, alla quale sono stati ammessi "i bianchi"; Bulle Ogier si è convinta di essere entrata a far parte della tribù, ma Olivier la disillude: siamo solo turisti, hai visto come è la loro vita, quale è la condizione delle donne? Non riusciresti mai ad adattarti...

 
Gli attori: oltre a Bulle Ogier, il quartetto degli "hippies antropologi esploratori" è composto da Michael Gothard (Olivier), Jean Pierre Kalfon (il capo spedizione Gaetan), Valerie Lagrange e Monique Giraudy, più il bambino. La fotografia, splendida, è di Nestor Almendros. Barbet Schroeder, regista francese di nascita, ha girato altri film di successo oltre a documentari interessanti di storia recente, come quelli su Idi Amin Dada, sull'avvocato Verges, e su un monaco buddista con simpatie naziste, birmano, chiamato W. "La vallée" è il secondo film di Barbet Schroeder con le musiche dei Pink Floyd, dopo il precedente "More" uscito nel 1968.


 
(le immagini vengono dal sito www.imdb.com )

domenica 21 giugno 2020

More


More (1968) Regia di Barbet Schroeder. Scritto da Paul Gegauff, Barbet Schroeder, Eugene Archer, Mimsy Farmer, Paul Gardner. Fotografia di Nestor Almendros. Musiche dei Pink Floyd. Interpreti: Klaus Grunberg, Mimsy Farmer, Heinz Engelmann, Michael Chanderli, Georges Montant, Louise Wink, Durata: 1h51'

"More" di Barbet Schroeder è un film bello e disperato, girato a Ibiza, famoso per le musiche dei Pink Floyd. Non ero mai riuscito a vederlo fino a poco tempo fa, al pari di "Obscured by clouds" (La vallée), sempre per la regia di Schroeder e sempre con le musiche dei Pink Floyd; le recensioni che ho letto erano tutte piuttosto sbrigative o negative, i due film erano pressoché dimenticati, del tutto scomparsi dalla programmazione, e quindi scoprire che si tratta di due film molto belli è stata una piacevole sorpresa.
 

"More" comincia in Marocco, dove un giovane tedesco (l'attore è Klaus Grunberg) perde i suoi soldi al gioco al tavolino di un bar, ma il tipo con cui li ha persi glieli rimette in tasca di nascosto (ci sa fare) e poi i due diventano amici. Il tipo si chiama Charlie, e vive di espedienti non disdegnando i furti; l'amicizia con Charlie gli farà conoscere Estelle (Mimsy Farmer) ma senza volerlo e in un modo che non ci si aspetterebbe, cioè intrufolandosi a una festa per rubare dalle giacche e dalle borsette abbandonate in una stanza. Anche Estelle viene derubata, ma Charlie è pieno di risorse e sa come procurare altro denaro; Estelle vedrà tornare i suoi soldi, e inizierà una relazione con il giovane che glieli ha resi. Poi Charlie se ne va per la sua strada, e non lo vedremo più fino alla fine del film; Estelle dice al ragazzo tedesco che deve partire, ma di andare a trovarla a Ibiza dove lei è ospite del dottor Wolf (anche lui tedesco). Così succede ma finirà male per il giovane, iniziato all'eroina e poi all'LSD; non varranno i consigli dell'amico Charlie che torna nel finale e gli dice apertamente che Estelle è già responsabile della morte di altri due come lui: "vuoi essere il terzo"? Il film termina proprio con il funerale del protagonista. Estelle, disgraziata anche lei, rimarrà con Wolf.
 

Fotografato da Nestor Almendros in maniera splendida, dura 1h51' e ha anche un titolo italiano, "Di più ancora di più". Belli i colori, le luci, gli arredi, bella Ibiza ancora intatta; ricorda un po' "Blow up" di Antonioni, di pochi anni precedente, ma qui tutto è più vero e più tragico. Si tratta infatti di storie che sono veramente successe, magari non a Ibiza: che una ragazza o un ragazzo abbiano iniziato a drogarsi in questo modo è purtroppo qualcosa che è successo molte volte, e probabilmente è una storia che continua ancora oggi. A pensarci bene, "More" ha la tipica struttura dei film sui vampiri; però al di là della finzione cinematografica i personaggi sono reali, la storia è vera, ed è successa tante volte.

Molte le sequenze da ricordare, soprattutto la bellezza di Ibiza che, probabilmente proprio grazie a "More", ebbe negli anni seguenti un enorme incremento di turisti. C'è un mulino a vento a 1h19' e i due giovani gli si slanciano contro come Don Chisciotte (ma sono sotto l'effetto dell'LSD). Estelle usa una curiosa siringa, con pipetta di gomma invece del pistone, probabilmente in uso prima delle siringhe monouso che conosciamo oggi; questa pratica, scambiarsi le siringhe, è stata all'origine della diffusione di molte malattie gravi, dall'epatite virale all'Aids.
 

Gli attori sono tutti bravi: Klaus Grunberg è molto credibile, è un'ottima prova e ci si sarebbe aspettati una carriera internazionale, ma in seguito avrebbe lavorato soltanto in Germania e quasi sempre per la tv; è ancora in attività e ha al suo attivo cinquanta titoli come interprete. Mimsy Farmer è bella e quasi evanescente (ottima prova, non facile). Il trafficone Wolf è Heinz Engelmann (anche lui mette in guardia il protagonista da Estelle). Charlie è Michael Chanderli, il tizio con la barbaccia nera e riccia è Georges Montant, Cathy è Louise Wink. Il regista Barbet Schroeder è francese, e ha al suo attivo molti film e documentari; "More" è stato il suo primo lungometraggio. Le musiche dei Pink Floyd non sono state composte appositamente per il film, non tutte: "The Nile", "Cirrus minor" e "Cymbaline" erano già state pubblicate in disco prima dell'uscita del film.
 
 
(le immagini vengono dal sito www.imdb.com)