sabato 19 ottobre 2019

Romeo e Giulietta (Cukor)


 
Romeo and Juliet (1936) Regia di George Cukor. Adattamento da William Shakespeare. Sceneggiatura di Talbot Jennings. Fotografia di William H. Daniels. Musica di Herbert Stothart, Ciaikovskij, Peter Warlock, Edward Ward. Scene di Cedric Gibbons e Oliver Messel. Costumi di Oliver Messel e Adrian. Coreografie di Agnes De Mille. Interpreti: Norma Shearer (Juliet), Leslie Howard (Romeo), John Barrymore (Mercuzio), Basil Rathbone (Tebaldo), Edna May Oliver (balia), C. Aubrey Smith (ser Capuleti), Andy Devine (Peter), Conway Tearle (Escalo), Ralph Forbes (Paride), Henry Kolker (frate Lorenzo), Robert Warwick (ser Montecchi), Virginia Hammond (moglie Montecchi), Reginald Denny (Benvolio), Violet Kemble Cooper (donna Capuleti), e molti altri. Durata: 125 minuti
 
"Romeo e Giulietta" nell'edizione 1936 diretta da Cukor è quasi un kolossal, con divi già affermati o in procinto di diventare famosi. Si tratta di un ottimo film, ben diretto e ben recitato, in un bianco e nero molto ben fatto ma che non è quello di Orson Welles, e che vorrebbe già essere colore ("Via col vento" uscirà solo tre anni dopo, a colori). Protagonisti sono Norma Shearer e Leslie Howard, e qui cominciano i problemi per noi spettatori di oggi, più che abituati a pensare a "Romeo e Giulietta" avendo negli occhi il film di Zeffirelli, perché in Shakespeare Giulietta ha 14 anni e Romeo poco di più, e invece qui ci troviamo davanti a trentenni e quarantenni. Lo stesso discorso vale, e ancora di più, per il Mercuzio di John Barrymore; si tratta di attori eccellenti ma i primi piani sono abbastanza impietosi per tutti, soprattutto per il Romeo di Leslie Howard che mostra evidente la stempiatura.

Sarebbe stato un ottimo cast in teatro, dove conta più la recitazione che la somiglianza al personaggio, ma al cinema ci sono i primi piani: tutti gli attori sono troppo adulti e si vede. Il paragone con Zeffirelli pesa, ma bisogna tener presente che nel 1936 il pubblico era ancora abituato al vero teatro e non faceva caso a queste cose. Norma Shearer era nata nel 1902, Leslie Howard nel 1893, quindi avevano 34 e 43 anni; il Mercuzio di John Barrymore (1882-1942) è un cinquantenne in ottima forma fisica; Basil Rathbone era del 1892, più che quarantenne. Si tratta di attori famosi o famosissimi: Norma Shearer era passata dal muto al sonoro senza problemi, John Barrymore era una leggenda del teatro prima ancora che del cinema americano, Leslie Howard era nel pieno del suo successo, e nello stesso anno recita in "La foresta pietrificata" con Humphrey Bogart e Bette Davis. Basil Rathbone era uno dei cattivi per eccellenza del cinema americano, oltretutto maestro d'armi: leggendario il suo duello con Erroll Flynn nel "Robin Hood" del 1938. Charles Aubrey Smith, qui padre di Giulietta, è uno dei caratteristi più famosi di quegli anni, specializzato in ruoli di anziano nobile o militare.
 
 
"Romeo e Giulietta" di Cukor dura poco meno del film di Zeffirelli ma è più completo: contiene il prologo (con l'attore in scena), c'è la scena del frate messaggero fermato dalla peste (parente del portinaio del Macbeth, anche se meno colorito), e molti altri dettagli. I tagli ci sono anche qui, ma sono più mirati; è curioso vedere che il costume per la balia è identico, le due attrici non si somigliano ma la recitazione e il costume sono identici, si vede che a Londra esiste una tradizione in questo senso. E' curioso anche ascoltare la voce della balia (Edna May Oliver) che ricorda molto a noi italiani quella di Tina Pica, quasi maschile. Nel doppiaggio italiano si può apprezzare la Giulietta di Andreina Pagnani; le voci maschili sono affidate ai consueti doppiatori di quegli anni: Panicali, Cigoli, De Angelis... Il consiglio è sempre e comunque di ascoltare le voci originali, con il dvd era possibile avendo i sottotitoli, in tv non saprei - ma, comunque, in tv questi film non passano mai perché i funzionari addetti alla programmazione televisiva di cinema ne sanno poco o niente e ce lo dimostrano sempre di più ad ogni giorno che passa (a quando l'ennesima replica di Rambo o di Don Camillo?).
Basil Rathbone è un Tebaldo molto cattivo; anche Michael York con Zeffirelli non scherza, però. Il vero difetto del Tebaldo di Cukor è che, avendo Rathbone, il duello è troppo sbrigativo; forse Leslie Howard con la spada era meno bravo di Rathbone e si sarebbe visto? La produzione è di Irving Thalberg, all'epoca anche marito di Norma Shearer, le coreografie (un po' impacciate) sono di Agnes De Mille. Le musiche purtroppo non sono paragonabili a quelle di Nino Rota; c'è comunque qualcosa di Peter Warlock in sottofondo, si direbbe un canone da Bach o da Schutz o da Praetorius, e un arrangiamento da Ciaikovskij è utilizzato per la scena della notte d'amore di Romeo e Giulietta, prima della tragedia.

Guardando i primi piani e la fisicità del Mercuzio di John Barrymore mi sono spesso sorpreso nel trovare una certa somiglianza con Domenico Modugno, che in effetti sarebbe stato ottimo nel ruolo e fa venire qualche rimpianto per un allestimento che non è stato mai fatto. Ragionando sugli attori per Mercuzio, e lavorando un po' di fantasia, oltre a Gene Kelly (che è stato anche D'Artagnan, agile e vigoroso) e a Danny Kaye (avrebbe davvero fatto ridere quando c'è da ridere, e se ben guidato sarebbe stato capace anche di far piangere, e se la cavava bene con la spada) pensavo a James Stewart (chissà se glielo hanno mai proposto). Guardando John Barrymore ho pensato più volte anche a Johnny Depp, un Mercuzio in stile Jack Sparrow: basterebbe poco per renderlo più eroico e meno cartoon (ma lui sceglierebbe Romeo, ne sono sicuro).
La mia idea finale: rifare la storia così come è, ma vista da Paride. E il frate, che attende ancora un interprete all'altezza; un frate magari giovane, quasi come Romeo, esperto di erbe ma non della vita.







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