mercoledì 8 dicembre 2010

Prima della Rivoluzione ( II )

Prima della rivoluzione (1963) Scritto e diretto da Bernardo Bertolucci. Sceneggiatura di Bernardo Bertolucci e Gianni Amico. Fotografia: Aldo Scavarda. Operatori: Camillo Bazzoni, Vittorio Storaro. Montaggio: Roberto Perpignani. Musica di Giuseppe Verdi Musiche originali di Ennio Morricone e Gato Barbieri (con due canzoni di Gino Paoli e “Avevo 15 anni di Ennio Ferrari.  Interpreti: Adriana Asti (Gina), Francesco Barilli (Fabrizio), Allen Midgette (Agostino), Morando Morandini (Cesare, voce di Gastone Moschin), Cecrope Barilli (Puck), Cristina Pariset (Clelia), Evelina Alpi (la bambina), Gianni Amico (un amico), Goliardo Padova (il pittore), Guido Fanti (Enore), Amelia Bordi e Domenico Alpi (genitori di Fabrizio), Iole Lunardi (la nonna), Antonio Maghenzani (fratello di Fabrizio), Ida Pellegri (madre di Clelia), Aurelio Bordi. Durata: 112 minuti.

Il personaggio di Puck è interpretato da Cecrope Barilli, che sembra un nome inventato e invece è un nome vero. E, vista la presenza scenica e la grande sicurezza nei movimenti, sembra di vedere all’opera e un attore vero e si pensa subito che si tratti di uno dei “grandi vecchi” che non mancano mai nei film di Bertolucci. Invece no, Cecrope Barilli non era un attore. Tutto questo si merita un momento di riflessione, perché anche i nomi sono importanti.
Puck è un nome shakespeariano: è il folletto che sta nel bosco, al servizio del Re degli Elfi, in “Sogno di una notte di mezza estate”; in teatro è una delle parti più ambite e più difficili. Puck è anche la parte interpretata dal ragazzo che vuol fare l’attore in “Dead poets society” (L’attimo fuggente) di Peter Weir; e sembra strano vedere questo nome addosso ad un uomo sui sessant’anni, ma si vede che Bertolucci (all’epoca poco più che ventenne) aveva le sue ragioni.
Anche Cecrope è un nome ben strano: vado a cercare su http://www.wikipedia.it/  e ne trovo subito il primo proprietario: «Cecrope, mitico re di Atene Cecrope è una figura della mitologia greca e costituisce il primo leggendario re di Atene. Nacque dal suolo stesso dell'Attica, ed era rappresentato con un corpo da uomo terminante con una coda di serpente (v. uomo rettile). Nell'antichità, infatti, il serpente era uno dei simboli della terra. I miti e le leggende legati alla fondazione di Atene sono vari e complessi; in alcuni, il fondatore di Atene sarebbe stato Eretteo, al quale Cecrope sarebbe succeduto; in altre il fondatore sarebbe Erittonio. In tutte le versioni, comunque, Cecrope risulta figlio della Madre Terra, a lui sono attribuiti i primi segni di civiltà, come l'abolizione dei sacrifici cruenti, il principio della monogamia, l'invenzione della scrittura e l'uso di seppellire i morti. Cecrope sposò Agraulo dalla quale nacquero tre figli: Agraulo (figlia), Erse e Pandroso. La tomba di Cecrope sembra sia da collocarsi, secondo il mito, sull'acropoli di Atene, nei pressi dell'Eretteo.»
Incuriosito, e anche un bel po’ ignorante, vado a cercare su Google, e lì per lì penso ad un errore: Cecrope Barilli risulterebbe morto nel 1911. Si tratta infatti (e qui viene alla luce tutta la mia ignoranza) di un importante pittore parmigiano dell’Ottocento, un antenato (probabilmente il bisnonno) di Francesco Barilli, il protagonista del film. I Barilli sono, infatti, una delle famiglie “storiche” di Parma, famiglia di artisti e di studiosi che ha elementi importanti da almeno due secoli, e di cui fa parte anche Bruno Barilli, per dire il nome più famoso.
Il Cecrope Barilli che vediamo nel film era un maestro elementare e didatta; dev’essere stato una persona magnifica, ma ho fatto molta fatica a trovare informazioni in rete. Il modo migliore per avere notizie su di lui è cercare il CEMEA, Centro di Esercitazione ai Metodi dell’Educazione Alternativa, un’istituzione da lui fondata e ancora oggi attiva. E’ più che probabile che la figura di Cesare (nel film interpretato da Morando Morandini) sia direttamente ispirata proprio a Cecrope Barilli, ma di queste cose bisognerebbe chieder conto direttamente a Bertolucci.
Ricapitolando, Cecrope Barilli è un pittore parmigiano dell’Ottocento, morto nel 1911, nonno o bisnonno di Francesco Barilli. Cecrope Barilli è anche l’attore che interpreta Puck, didatta e maestro, fondatore del CEMEA, morto nel 1987.
Il pittore che vediamo all’opera sulle rive del Po interpreta se stesso ed è chiamato col suo vero nome: si tratta di Goliardo Padova, nativo di Casalmaggiore. Il pittore, mentre dipinge, sta parlando di “incantare le rane”: per pescare le rane, una volta numerosissime lungo i fossi, le si “incantava” abbagliandole con la luce improvvisa di una torcia. Così abbagliate, le rane rimanevano ferme per un attimo ed era facile prenderle.
Stagno Lombardo esiste davvero: è un comune in provincia di Cremona, ma che confina con Zibello (PR) patria del culatello. Siamo al confine tra Lombardia ed Emilia, e va detto che il confine sulle rive del Po è un confine del tutto fittizio. Non date ascolto ai balordi e ai campanilisti, mantovani e cremonesi, pramsàn e reggiani, di qua e di là del Po sono un popolo solo e le differenze sono davvero minime.
Questa qui sotto è un’anatra in volo, opera di Goliardo Padova, che ho preso in rete da un sito dedicato al pittore.
C’è anche un altro personaggio famoso dietro questo film, che non appare e non viene mai nominato; ma è Adriana Asti a farne il nome, nei commenti che si trovano sul secondo dvd. Si tratta di Cesare Musatti, decano della psicoanalisi italiana, e personaggio famosissimo anche per molte apparizioni tv. Musatti era ben lontano dall’immagine “standard” dello psicoanalista, dava l’impressione di essere una persona normale, ben disposto ad ascoltare il suo prossimo più per natura che per professione. E’ da notare che c’è probabilmente un piccolo gioco di “slittamento” dei nomi nei personaggi: Cesare diventa non lo psicoanalista ma il maestro elementare, ed è interpretato da un grande critico cinematografico, Morando Morandini. Invece il vero maestro, Cecrope Barilli, appare sotto altro nome, quasi in incognito; e dello psicoanalista a cui si rivolge nottetempo Adriana Asti non viene fatto il nome, ma è Cesare Musatti.
Tutto questo ammesso che la mia ricostruzione sia giusta, cosa della quale ho fondati motivi di dubitare perché trovare queste informazioni su “Prima della rivoluzione” e suoi suoi protagonisti non è facilissimo.
(continua)

2 commenti:

Christian ha detto...

Molto interessanti questi "slittamenti" e rimandi che hai scovato fra nomi, ruoli e personaggi. Ho appena visto il film (non lo avevo mai visto) e l'ho trovato assai interessante, forse il migliore e il meno datato fra i tre film iniziali di Bertolucci. Parlando di Shakespeare, personalmente sottolinerei un parallelo (non so quanto voluto) fra il protagonista e l'Enrico V che in gioventù vive una fase di ribellione (Fabrizio dice testualmente "Per me l'ideologia è stata una vacanza, una villeggiatura") per poi rientrare nell'alveo di quello che la società si attende da lui.

Giuliano ha detto...

anch'io ho visto per la prima volta questo film poco prima di scrivere il commento (un anno e mezzo fa, mi sembra perfino incredibile che sia già passato tutto questo tempo).
Anche se l'avessi visto prima, non so quanto ne avrei compreso: e sembra strano che un ragazzo di vent'anni avesse già queste idee e potesse fare questi rimandi, ma si tratta del figlio di Attilio Bertolucci, e quindi ci può stare.
Mi hanno aiutato molto due cose, nel parlare del film: che sono figlio di operai e anch'io ho lavorato molto in fabbrica; e il fatto che mia mamma sia di Parma, quei posti ho fatto in tempo a vederli anch'io, e quelle persone.
Invece per la parte dedicata a Musatti bisognerebbe chiamare in causa Marisa, io ho sorvolato perché non saprei cosa dire in più.