sabato 1 maggio 2010

Falegnami e carpentieri

Witness (Il testimone, 1985). Regia di Peter Weir. Scritto da William Kelley, Pamela Wallace, Earl W. Wallace. Fotografia di John Seale. Musica originale di Maurice Jarre. Canzoni: What a wonderful world (Cooke-Alpert-Adler), Shocking behaviour (Chiten-Sheridan), Party down (Brackett-Sherry). Girato in Pennsylvania (Philadelphia e Contea di Lancaster). Con Harrison Ford, Kelly McGillis, Lukas Haas (il bambino), Jan Rubes (Eli, il suocero), Alexander Godunov (Daniel Hochleitner), Brent Jennings (Carter), Josef Sommer, Danny Glover, Angus Mac Inness, Patti Lupone, Frederick Rolf, Viggo Mortensen. Durata 112 minuti

Nel film “Witness”, uscito nel 1985 con grande successo di pubblico, Harrison Ford interpreta un detective di Philadelphia costretto dalle circostanze a nascondersi in mezzo alla comunità Amish.
Del film per intero ho già parlato qualche tempo fa, questa volta voglio occuparmi di una sua scena molto particolare, che riguarda il mondo del lavoro.

Gli Amish sono una delle tante comunità religiose che nascono dopo la Riforma di Lutero. Come i Quaccheri, o i Mormoni, o i Mennoniti, trovarono rifugio in America dalle persecuzioni contro di loro che si tenevano in Europa, e che durarono per un lungo periodo. Ormai sono americani da parecchie generazioni, da prima della nascita degli USA: ma hanno conservato la loro lingua (un dialetto dell’ambito svizzero-tedesco) e hanno conservato usi e costumi dell’epoca della loro emigrazione, rifiutando l’elettricità e le automobili. Insomma, gli Amish vivono ancora come si viveva ai primi dell’Ottocento: non sono dei fanatici, ma preferiscono fare a meno delle nostre comodità che a loro sembrano eccessive. Sono contrari alla guerra e all’uso delle armi, e hanno accordi particolari con gli USA che ne preservano usi e costumi. Dalle grandi città come Philadelphia la distanza in chilometri è poca, ma entrando nella loro comunità è come se si facesse un salto all’indietro di duecento anni: ed è quello che capita a Harrison Ford nel film.

All’inizio, il detective John Book, che sta sfuggendo a dei colleghi corrotti e particolarmente spietati, vorrebbe solo riportare a casa la giovane vedova Rachel e suo figlio Samuel, un bambino che è stato testimone dell’omicidio di un poliziotto (che stava indagando proprio su quel caso di corruzione); ma è stato ferito e non può muoversi. Gli Amish lo soccorrono e lo nascondono tra di loro, anche perchè il piccolo Samuel correrebbe seri rischi se i poliziotti corrotti riuscissero a identificarlo.
La ferita non è gravissima, passati i primi due giorni ci si rende conto che lo straniero, cioè il detective (che si chiama John Book) ha una forte tempra e guarirà. Appena comincia a star bene, il vecchio Eli che lo ospita gli chiede se se la sente di dare una mano alla fattoria, e Book acconsente.
Più tardi scoprirà che Book è un bravo falegname, e si finirà per chiedergli se vuole dare una mano agli altri Amish per costruire un fienile. Ed eccolo qua, il nostro John Book- Harrison Ford, intento a lavorare al fienile.
Harrison Ford non è la sola star a lavorare sodo da falegname e carpentiere: il biondo accanto lui è un grande ballerino classico, stella del Bolscioi, il russo Alexander Godunov, che nel film interpreta uno degli Amish. A questo punto del film, sappiamo che i due potrebbero forse essere rivali in amore, e anche loro due lo sanno; ma sono persone serie e lavorano insieme da buoni compagni. Accanto a loro, in un piccolo ruolo, c'è un giovane attore destinato ad avere un futuro luminoso: Viggo Mortensen.

Alla fine della giornata, il fienile è pronto: Rachel (l’attrice è Kelly Mc Gillis) presenta a John Book la coppia di giovani, appena sposati, per i quali ha lavorato.
Due curiosità: la prima è che Harrison Ford è davvero un buon falegname, per suo hobby personale e perché questo era il suo lavoro prima di avere successo come attore. La seconda storia la racconta il regista Peter Weir nella breve intervista allegata al dvd: gli Amish veri non presero parte al film, anche se erano molto disponibili e ovviamente incuriositi; ma alla fine del film, visto che il fienile era stato costruito per davvero e non per finta, gli chiesero che fine avrebbe fatto e se avrebbero potuto comprarlo.

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