lunedì 18 maggio 2020

Faust di Marlowe


 
Il Fausto di Marlowe (1977) Regia di Leandro Castellani. Tratto dal testo teatrale di Christopher Marlowe. Traduzione di Rodolfo Wilcock. Musiche di Guido e Maurizio De Angelis. Interpreti: Tino Buazzelli, Antonio Salines, Gastone Pescucci, Nino Fuscagni, Sergio Fiorentini, e molti altri che purtroppo non sono riuscito a recuperare. Durata: due ore circa.

Faust: E com'è che ora sei fuori dell'inferno?
Mefistofele: Ma questo è l'inferno, non ne sono fuori.
(minuto 16)
Non avevo mai letto il Faust di Marlowe, ed è stata una mia grave dimenticanza: a farmelo incontrare è stato Tino Buazzelli, grandissimo interprete con Antonio Salines per un film Rai del 1977, con regia di Leandro Castellani.
Christopher Marlowe (1564-1593) visse nel periodo elisabettiano, coetaneo di William Shakespeare (1564-1616); è rimasta famosa la sua morte, a 29 anni, ucciso in circostanze rimaste ancora oggi ignote. Su Marlowe si è molto romanzato, soprattutto per la sua influenza su Shakespeare (si veda il film famoso "Shakespeare in love"), ma io suggerirei di saltare tutto e di andare direttamente ai suoi testi, soprattutto questo Faust che abbiamo la fortuna di poter vedere e ascoltare in un'ottima edizione italiana. Il titolo originale è "The tragical history of Doctor Faustus", fu pubblicato nel 1604 ma risale a prima del 1590; è considerato il primo testo teatrale dedicato al mito di Faust anche se sicuramente la storia circolava già da tempo, forse da sempre: il mito ancestrale del patto con il diavolo. In Marlowe non c'è redenzione: Faust rimane dannato. Non c'è una Margherita a salvarlo, come poi sarà nel "Faust" di Goethe, ma c'è già l'incontro con Elena di Troia; non ci sono streghe per il sabba, ma uno spirito buono e uno cattivo a consigliarlo (un angelo e un diavolo, si potrebbe dire, ma hanno nomi diversi). C'è anche una satira verso Roma e il cattolicesimo, con le beffe di Faust al Papa, ma la parte più interessante è sicuramente nei dialoghi tra Faust e Mefistofele, come quello che ho riportato all'inizio: l'inferno non è altrove, ma è qui tra noi e basta un minimo di osservazione per rendersene conto. Non riguarda noi tutti, per alcuni di noi c'è forse un Purgatorio (stiamo male perché non ci è concessa la visione di Dio, ma la nostra vita scorre in maniera serena o accettabile), ma per altri c'è davvero l'inferno in terra, e non necessariamente in zone diverse del pianeta.
 
"Il Fausto di Marlowe", secondo la traduzione di Rodolfo Wilcock, è un film a basso costo, ma molto ben fatto innanzitutto per la scelta degli attori, ed è facile pensare che il progetto sia nato intorno alla presenza di Tino Buazzelli come protagonista. Buazzelli è al suo penultimo film, (l'ultimo sarà "Il balordo" tratto da un romanzo di Piero Chiara) e la sua interpretazione è straordinaria, di quelle da non perdere. Molto bravo è anche il suo Mefistofele, Antonio Salines, un attore di teatro ancora in attività che ha recitato in molti film per la tv. Sergio Fiorentini è Lucifero; Gastone Pescucci, che interpreta Wagner, assistente di Faust, è un buffo: un clown shakespeariano (si potrà dire, in Marlowe?) che fa da contraltare alle imprese del suo padrone, ma in modo molto goffo. Purtroppo non sono in grado di elencare gli altri interpreti, perché sono stati tagliati i titoli di coda e non sono riuscito a recuperarne i nomi neanche cercando su internet.

 
Il regista Leandro Castellani non va confuso con Renato Castellani, quasi omonimo e realizzatore per la Rai di altri sceneggiati famosi. Leandro Castellani ha diretto per la Rai "L'affare Dreyfus", "Le cinque giornate di Milano", "Don Minzoni", e molto altro ancora; è un ottimo regista, e meriterebbe maggiore attenzione da parte delle critica e di chi si occupa di storia del cinema (e della televisione). Le musiche dei fratelli De Angelis sono molto adatte al film. Una piacevole sorpresa è scoprire che Elena di Troia, la donna più bella del mondo, ha la pelle scura: purtroppo non posso aggiungere il nome dell'interprete, sempre per la pessima abitudine di tagliare i titoli di coda. Un difetto del film può essere la sfilata dei protagonisti con la Morte che li guida, ripresa dal "Settimo sigillo" ma realizzata in maniera un po' goffa; molto belle invece le maschere e i costumi, alcuni dei quali ispirati ai mammutones sardi.

 
Gli esterni sono girati nelle Marche, posti ben conosciuti dal regista Leandro Castellani che era nativo di Fano: dal sito marchecinema.cultura.marche.it prendo l'elenco completo:
- Il film TV, girato a Urbania (PU): (Chiesa dei Morti, cantine del Palazzo Ducale) nella Cripta di S.Vincenzo del Furlo (PU), nel Palazzo Brancaleoni di Piobbico (PU) e sulle sponde del fiume Candigliano, è ispirato ad un classico del Teatro elisabbettiano: il Faust di Cristopher Marlowe.
Lo sceneggiato è stato programmato in tv, nel marzo del 1977, in due puntate.
- Risalendo il corso del Metauro ci dirigiamo verso Urbania, l’antica Castel Durante. Qui Lattuada nel 1965 con La Mandragola , con l’aiuto della vena dissacrante ed indimenticabile di Totò, ha reso un omaggio cinematografico alle mummie conservate nella cripta della Chiesa dei Morti, come del resto ha fatto anche il regista Castellani che le ha volute come comparse nel suo “Fausto di Marlowe” del 1977. A poche centinaia di metri dalla chiesa troviamo il Palazzo Ducale nelle cui segrete Tino Buazzelli ha fatto rivivere, appunto, il mito di Faust nel già menzionato film di Castellani. La strada del nostro itinerario ora s’inerpica, costeggiando per un tratto il Rio Candigliano, verso Piobbico , sulle tracce delle truppe napoleoniche che nella finzione cinematografica , presso il “Borghetto” , sconfiggono l’esercito austriaco in “Rossini! Rossini!” di Monicelli (1991). Osserva severo dall’alto il Castello di Brancaleone , altro set del film che ha fatto da sfondo anche alle vicende del “Fausto di Marlowe” . (...) sosta ad Acqualagna (ennesima location di “Rossini! Rossini!” e “Qualcosa in cui credere” ) e a San Vincenzo al Furlo (ambientazione di un episodio del “Fausto di Marlowe” ) da dove già s’intravedono le imponenti pareti della Gola del Furlo (...)

 
Sul "Faust di Marlowe" di Leandro Castellani non ho molto di più da dire, se non il consiglio di non perderne la visione e la speranza di poter rivedere questo film in condizioni decenti, cioè restaurato con la cura e l'affetto che meriterebbe. La Rai nasconde spesso le sue produzioni più importanti, è un atteggiamento che non riesco a capire ma così va in questo inizio di Millennio; per intanto ringrazio chi lo ha reso disponibile su youtube.
 
 
Faust: Ah, è così. Anche voi soffrite le torture...
Mefistofele: Più di quanto ne soffrano le anime umane.
(minuto 27)

Faust: Ma lui non ti disse di presentarti a me?
Mefistofele: No, sono accorso per volontà mia.
(il diavolo arriva da solo quando si fa del male, non c'è bisogno di invocarlo o di evocarlo)

- La corsa è inarrestabile, mio Mefistofele, che il tempo segue con calma e muto piede; mi accorcia i giorni e il filo della vita e mi rammenta la scadenza finale. Perciò, mio buon Mefistofele, ti prego, torniamo subito a Wittenberg.
- Vuoi fare il viaggio a piedi, o a cavallo?
- Direi, fin dove arriva questo prato verde e piacevole, a piedi.
(minuto 21 seconda parte)

 


 

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