sabato 30 ottobre 2010

Georges Méliès ( IV )

- Georges Méliès (1997), documentario di Jacques Mény. Consulenza di Jacques Malthete. Produzione La Sept-Arte-Sodaperaga-Mikros Image. Trasmesso dalla TSI nel 1998.
- Tutto Méliès, 175 cortometraggi in cofanetto da 5 dvd. editore Morris Casini & Partners www.casinieditore.com

Nel 1894 arriva anche a Parigi il cinetoscopio di Edison, un brevetto recentissimo che permette di registrare e riprodurre il movimento su pellicola cinematografica. Questi primi filmati sono ancora oggi disponibili, anche su youtube: per esempio i filmati di Anne Oakley che spara ai piattelli, e due gatti sul ring come pugili (Anne Oakley, che si esibiva nei circhi e nelle fiere, fu un personaggio famoso e ispirò il musical “Anna prendi il fucile”). Méliès corre a vederli e ne è entusiasta.
Il cinetoscopio di Edison però permette davvero di vedere immagini in movimento, ma ad una sola persona per volta. Chinandosi sopra una scatola di legno, si può vedere un breve filmato: è una novità assoluta ed ha un grande successo. La vera invenzione di Edison, quella che lo renderà ricco, sarà la pellicola perforata: un brevetto che è durato fino ad oggi, e che è stato soppiantato solo dalle nuove tecnologie digitali computerizzate, che non prevedono più l’uso della pellicola e il suo movimento meccanico.
Nel 1895 arriva l’invenzione dei fratelli Lumière, che permette alle immagini in movimento di “uscire dalla scatola” e di essere proiettate sullo schermo: la loro prima proiezione è un film che dura poco meno di un minuto, ma è un’invenzione clamorosa. Méliès viene a sapere dell’invenzione ancora prima degli altri, perchè Antoine Lumière, padre dei due fratelli, ha i suoi uffici nello stesso edificio del teatro Robert Houdin, e con Méliès si conoscono bene.
Esiste una registrazione del 1937, l’unica con la voce di Méliès, in cui Méliès rievoca il suo incontro con il padre dei Lumière, e l’inizio della sua avventura come regista e produttore di film. Méliès vi racconta che alla prima proiezione i Lumiere lasciarono di proposito ferma per un po’ di tempo la prima immagine del film (“L’uscita degli operai dalle officine Lumière”), al punto che il malumore cominciava a serpeggiare: proiezioni di immagini fisse se ne erano già viste in abbondanza. Ma poi, il miracolo.
Méliès chiede subito di noleggiare l’apparecchiatura per il suo teatro, ma i Lumière gli rispondono di no.Un no secco, motivato così: è un’invenzione scientifica, non un gioco per il teatro. Méliès racconta che anche lui, in quel momento, non sapeva cosa avrebbe fatto di preciso con quell’invenzione; ma qualcosa avrebbe trovato.
Comunque sia, Méliès è un ottimo meccanico e disegnatore; osserva tutto con attenzione e costruisce da solo la sua macchina per il cinematografo, adattando un proiettore inglese acquistato per l’occasione. La macchina da presa è uno scatolone di legno con un’enorme manovella da muovere a mano; è così rumorosa che Méliès la ribattezza “macinacaffè”.
Nel 1896 nasce il primo film di Méliès, “Una partita a carte”, girato nel giardino della casa di famiglia a Montreuil. Ne è protagonista lo stesso Méliès, con una paglietta in testa, con alcuni amici. Il film fu considerato perduto per molto tempo, ma ne esisteva una copia a Londra e quindi oggi è visibile. (continua)
Fotogrammi da “Il palazzo delle mille e una notte” (Le palais des milles et une nuit, 1905)

2 commenti:

Martin ha detto...

Ma te li sei davvero visti tutti?
Che invidia...

Giuliano ha detto...

Beh, mica in una volta sola!
:-)
il cofanetto è bello e costa poco, però c'è una sorpresa in negativo: dentro ci sono quattro dischi, il quinto te lo mandano a casa gratis ma devi richiederlo.
Le ragioni di questo non le so, è una cosa ben curiosa.